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La Rubrica dei Perchè

Tante mini-pillole per spiegare alcuni dei simpatici perchè...

FORASACCO... quel maledetto!

La vita di un buon proprietario si sa non è mai facile e così, dopo l’ansia da processionaria... arriva l’ansia da forasacco!!

Siamo già ad aprile e le prime spighette spuntano minacciose da ogni angolo della città. Sono quelle graminacee selvatiche che formano, sulla parte terminale dello stelo, tante piccole ariste lunghe da 1 a 3 cm che, finché sono verdi, restano sulla pianta, ma non appena iniziano a seccarsi, si staccano dallo stelo diventando un vero e proprio pericolo per i nostri inconsapevoli amici. Le spighe una volte seccatesi si induriscono e vengono facilmente trasportate dal vento rendendo così possibile trovarle non solo nelle zone verdi ma anche nelle zone cittadine più interne. 

forasacchi aperPer la loro struttura particolare le ariste sono in grado di penetrare nei tessuti grazie alla forma acuminata della loro punta e di attaccarsi al pelo grazie ad una rigida zigrinatura che ne consente la progressione senza possibilità di tornare indietro. E’ pertanto evidente come i soggetti a pelo lungo siano più facilmente a rischio, e ancor più quelli a mantello chiaro sui quali la presenze delle ariste risulta davvero poco visibile.

Una volta attaccatosi al pelo dell’animale, aiutato dal movimento dello stesso, queste piccole lance sono in grado di avanzare fino alla pelle del nostro amico perforandola e posizionandosi negli strati più profondi, provocando infezioni la cui gravità varia in funzione della localizzazione del forasacco stesso. La reazione dei tessuti alla presenza di questo piccolo corpo estraneo non sempre è immediata, talvolta può rendersi evidente anche dopo diversi giorni, manifestandosi con edema, arrossamento, dolore ed a volte febbre. Sebbene queste manifestazioni siano bene identificabili è importante tenere presente anche che il forasacco è un nemico paziente: partendo da siti di ingresso superficiali questo è in grado di creare tragitti fistolosi utili a condurlo fino agli organi interni causando sintomi vaghi di infezione anche a distanza di mesi.

forasaco-zampaI punti di ingresso per via transcutanea possono essere molteplici ma, per ovvie ragioni, nella maggior parte dei casi ad essere maggiormente colpiti sono gli spazi interdigitali delle zampe. In questa sede i sintomi più evidenti sono la zoppia e il leccamento dell’arto interessato, seguita poi da gonfiore dell’arto nel punto di ingresso del forasacco.

Se questi piccoli corpi estranei possono penetrare attraverso la pelle con tanta facilità… figuriamoci nelle cavità preformate! E’ cosi che gran parte di queste piccole lance vengono a ritrovarsi in orecchie, naso, occhi e gola, con sintomatologia diversa anche qui a seconda della posizione.

Se penetrato nell’orecchio un forasacco è in grado di dare immediatamente dolore e senso di fastidio. Noteremo pertanto il nostro amico che scuote vigorosamente la testa, strusciando l’orecchio interessato al suolo, grattandosi e restando anche con la testa inclinata. In questa sede la prima conseguenza è un’infezione più o meno grave a seconda del tempo di persistenza dell’arista nel condotto uditivo, conseguenze più gravi quali la perforazione del timpano possono insorgere qual ora non si intervenga e il forasacco abbia la possibilità di proseguire nel suo cammino.

forasacco-boccaFacilmente il cane annusando a terra in cerca di odori interessanti può inalare queste spighette. In questo caso la morfologia e la razza faciliteranno il compito a questi piccoli vegetali: cani il cui naso è stato progettato per garantire un buon ricambio d’aria o per cercare tracce odorose (labrador, golden, pastore tedesco, springer, dobermann) hanno narici più grandi ed importanti flussi d’aria in inspirazione che rendono rapida e facile l’inalazione delle ariste. 

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Ciò non toglie che spesso nasetti piccoli come quelli di un bouledogue francesi sono in grado di accogliere anche più di un forasacco! Quando un nostro amico inala uno di queste spighette la reazione immediata sarà una serie di starnuti violenti e ripetuti, talvolta anche talmente forti da causargli urti con il suolo. Se la spiga lesiona o si infigge subito nella mucosa nasale sarà possibile vedere anche perdita di sangue dalla narice interessata. E’ improbabile, ma non impossibile, che il cane con gli starnuti riesca a far riuscire il forasacco; talvolta è possibile riesca ad essere ingoiato… molto spesso resta “incastrato” nelle pliche nasali.

Indipendentemente dalla razza, e aggiungerei anche della specie, vista la notevole quantità di gatti interessati, i forasacchi sono in grado di penetrare negli occhi, infiggendosi sotto la terza palpebra o nei sacchi congiuntivali. Qualora il nostro amico sia così sfortunato noteremo subito l’occhio chiuso, forte dolore, edema e lacrimazione intensa. L’intervento in questa sede deve essere immediato onde evitare infezioni gravi in grado di causare perforazione corneale e conseguente perdita della vista.

Correndo a bocca aperta nei prati, atteggiamento tipico di certe razze da caccia (pointer, drahthar, vizla, labrador) o mangiando erba, molti cani incorrono nel rischio di ritrovarsi con un forasacco nella gola. In questi casi la reazione immediata sarà una violenta tosse secca, talvolta accompagnata da perdita di sangue. Se poi la spighetta si infigge a livello di cripta tonsillare avremo non solo tosse secca continua ma anche inappetenza dovuta al dolore. Ben più grave sarà la sintomatologia qualora il forasacco prosegua nelle vie respiratorie dove, a distanza di qualche tempo, potrà causare bronco polmonite.

Forasacco-sintomi

Perché il problema venga risolto, qualsiasi sia la sede, la spighetta andrà asportata e quanto prima questo verrà fatto tanto minori saranno i danni causati.
Sarà quindi fondamentale al primo dubbio di un forasacco contattare subito il medico veterinario che, in base alla sede ed alla sintomatologia, sceglierà il modo più giusto di indagare ed intervenire, partendo da semplici esplorazioni con apposite pinze, passando per ecografie fino anche ad arrivare a broncoscopie nei casi più gravi. Il consiglio che vi diamo è comunque quello di evitare il “fai da te”, che risulta quasi sempre inutile e rende più complesse le successive manovre di ricerca.

Fondamentale sarà dunque agire sulla prevenzione:

  • Evitiamo per quanto possibile di condurre il nostro compagno in aree verdi, siano esse ben o mal tenute (sono spesso i pratini più curati a nascondere forasacchi secchi caduti dalla falciatura)
  • Al ritorno dalle passeggiate spazzoliamo a lungo il mantello del nostro amico, controllando anche in contropelo 
  • Controlliamo bene tutti i piedini aprendo gli spazi interdigitali
  • Cerchiamo di mantenere il mantello ordinato scorciando un po’ le frange, il pelo interdigitale e quello all’interno del padiglione auricolare nei soggetti a pelo lungo, facilitandoci l’operazione di ispezione

 

Che altro dire?
Pronti, spazzola alla mano ed occhi bene aperti… prepariamoci ad affrontare i mesi del forasacco!!!

 Dott.ssa Emanuela Salviuolo

Via Campania 3B+39 0744 406 995info@ centroveterinariosalema.it

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Nel Centro Veterinario Salema, gli animali da compagnia sono seguiti con grande professionalità e amore. 

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